Qui si inizia come si era finito

Questa cosa della rinascita di Splinder dalle ceneri del passato è sorprendentemente rilevante. Fino a venti minuti fa avrei riso in faccia a chiunque mi avesse proposto di (ri)aprire un blog, un concetto morto di morte orrenda per mano di altre cose venute dopo che non sto qui a nominare e oramai perso nei cassetti di ieri insieme alle calze bucate che non rammendi mai, ai sogni di te giovinetto e ai biglietti dei concerti a cui sei andato.

E invece no, è liberatorio: non c’è la fruizione immediata, le fotine di Facebook (l’ho nominato), i pollicioni, l’ansia da prestazione, i 140 caratteri e quelli che si sono creati una piccola fortezza di sicurezze e followers banali e autoassolutori.

Piccolo manifesto d’intenti per questo blogghino:

Niente sentimentalismo spicciolo

Niente autobiografismo da vita vissuta

Niente smanie da aspirante scrittore

Niente manifesti.

 

Vai alla barra degli strumenti